La ciclabile del Danubio

Un itinerario adatto sia ai principianti al primo viaggio che ai più esperti. Alla scoperta della natura, dei villaggi e delle città e della storia lungo il corso del Danubio.

Danubio

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Racconto

 

Danubio mi sembra un sinonimo di “luogo dove i ciclisti possono viaggiare tranquillamente, su una strada tutta loro, attraversando natura e città, con il vantaggio di una serie di infrastrutture dedicate al turista in bici”.
Ebbene, dopo aver pedalato da Passau a Bratislava, posso dire che la definizione che ho astutamente creato calza a pennello.
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Danubio – Passau
In internet si trovano innumerevoli siti che parlano della ciclabile del Danubio e innumerevoli relazioni che raccontano il viaggio di ciclisti lungo le sponde del fiume.
Basta digitare su google ciclabile del Danubio che si ha l’imbarazzo della scelta.
Ma il bello è che tutta questa mole di informazioni è quasi inutile.
L’organizzazione tedesca e austriaca permette di seguire i segnali lungo la pista ad ogni incrocio e l’evidente flusso di acqua rende praticamente impossibile perdere la strada.
È possibile affittare biciclette in uno dei tanti negozi dedicati lungo il percorso evitando i fastidi di trasportare la propria bici.
Il servizio Flixbus offre ottimi collegamenti tra le principali città lungo la pista. Sono facilmente prenotabili dall’applicazione, avendo cura di scegliere le corse dove è possibile prenotare il posto bici.
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Danubio
L’intero percorso si svolge in pianura o tutt’al più qualche saliscendi, a meno di non voler fare qualche deviazione per visitare qualche castello o qualche paese sulle colline circostanti.
Decidemmo di andare a vedere la fortezza che domina Passau dalla cima della rocca. Salendo a gambe fredde poche centinaia di metri fuori dal nostro ostello pensammo che sarebbe stato carino se avessero costruito una strada con qualche curva e non una rampa dritta e ripida come una pista da sci.
Danubio – Traghetto
Lo spirito del viaggio è riassunto sulla maglietta del primo traghettatore che incontriamo lungo la via. Live Slow. Ed è proprio quello il nostro obiettivo. Non macinare chilometri come se fosse una gara ma pedalare ad un ritmo che ci permetta di ammirare il paesaggio ma che al tempo stesso renda i nostri stomaci affamati per avere la scusa di assaggiare e gustare tutti i piatti tipici che incontriamo lungo la strada.
Alcuni sono nascosti in una incomprensibile scritta nel menu, Kaiserschmarrn, ordinato a caso e rivelatosi essere una bomba calorica. Dolce tipico austriaco e dintorni, è una frittata dolce servita tagliata a striscioline, ricoperte da uvetta e zucchero a velo e accompagnata da una salsa calda di mele.
Altri cibi invece si fanno avanti da soli, come padelle giganti stracolme di bratwurst davanti ai ristoranti. È un gioco da ragazzi incrociare lo sguardo della cameriera e indicare uno dei würstel giganti gridando “Bratwurst!!”.
Infine c’è la birra. Quella è ovunque e scorre a fiumi.
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Danubio – Kaiserschmarrn
Danubio – Bratwurst
Danubio – Bratwurst
Danubio – Vienna (Goulash)
Danubio – Vienna (Sacher)
Eravamo seduti al ristorante di fronte al campeggio, guardandoci in faccia con sguardi spaesati e cercando di tradurre il menu scritto tutto in tedesco. Poi intuimmo che quello che avremmo ordinato sarebbe probabilmente stato carne e sicuramente buono, così ordinammo a caso.
 Una delle caratteristiche principali di questo viaggio sono i traghetti. Non tutta la ciclabile si snoda sulla stessa sponda del fiume e di tanto in tanto, quando non ci sono ponti, è necessario salire un traghetto per passare dall’altra parte. Contrariamente a quanto si possa immaginare, il traghetto più affascinante non è uno di quelli piccoli e di legno, ma è un traghetto bello grosso, che fa avanti e indietro incessantemente di fronte alla cittadina di Ottensheim, trasportando turisti in bici e le numerose automobili dei cittadini che non hanno un ponte per raggiungere la loro città arrivando da sud. Al giorno d’oggi, vedere un traghetto in funzione invece di un ponte, mi ha affascinato tantissimo. Spero che nessuno sveli ai cittadini di Ottensheim l’esistenza dei ponti, perchè è bello sapere che questo piccolo mucchietto di case colorate vive al ritmo lento di un traghetto.
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Danubio – Ottensheim
Quel giorno si mise a piovere a metà pomeriggio e ci rifugiammo sotto gli alberi fitti. Indecisi se proseguire o aspettare fummo tranquillizzati da un signore in bici che ci disse “state tranquilli, 5 minuti e smette. Massimo 10”. Piovve per oltre un ora.
Altri paesini lungo il corso del fiume sono molto carini da visitare. Quasi tutti conservano un aspetto datato, con strade in ciottoli, edifici in pietra, castelli, e case colorate. Tutto estremamente ordinato e pulito. Alcuni sono incastonati nella famosa valle del Wachau.
Klam è dominata dal suo bellissimo castello in cima a una collina e una visita è d’obbligo, anche perchè consente di abbandonare per qualche chilometro il piattume della ciclabile e rompersi le gambe sulle rampe che portano in cima.
Sarmingstein è composta da poche case che si affacciano su un tratto di fiume che offre uno spettacolo maestoso circondato da colline totalmente ricoperte da verdi foreste.
Era l’ora del tramonto. Eravamo fermi a Sarmingstein ad ammirare il sole arancione abbassarsi sul Danubio quando un Audi si fermò dall’altra parte della strada, ne scese un signore in giacca e cravatta che estrasse una canna da pesca dal bagagliaio. Si fermò 5 minuti, giusto il tempo di pochi lanci in un torrente laterale, senza pescare nulla se non un’alga. Poi come se niente fosse, ripartì.
Danubio
Melk è un agglomerato di case bianche dai tetti rossi e le strade in pietra, ed è dominata da un’abbazia enorme che svetta su una rocca dominando dall’alto la città con fare quasi minaccioso.
E così via, con tutti i piccoli paesini, Grein, Spitz, Dürnstein, Krems, Tulln, che hanno ognuno qualcosa da offrire. Una piazza nel centro città, una chiesa, una via con case di architettura locale. Tutto in pieno stile austriaco.
Eravamo alla ricerca di un posto dove imboscarsi per buttare due sacchi a pelo e dormire, quando sulla mappa del gps mi comparve il simbolo di un campeggio. Lo raggiungemmo e scoprimmo che era un prato curato benissimo, senza recinzioni. Dopo poco arrivò un ciclista ungherese che stava tornando nella sua patria. Fummo felici di accoglierlo dicendogli “there’s hot shower too!!” (c’è anche la doccia calda).
Un capitolo a parte lo merita Mauthausen. La visita al campo di concentramento è toccante e da pelle d’oca. Le torrette di guardia, i forni crematori, le camere a gas, le agghiaccianti fotografie. Un monumento triste e allo stesso tempo importantissimo, che ci serve da monito e insegnamento, e che per fortuna trasmette anche qualche storia di speranza e di vittoria del bene sul male, rappresentata dalla bicicletta che un prigioniero polacco usò per tornare in patria dopo la liberazione.
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Danubio – Mauthausen
Danubio – Mauthausen
Danubio – Mauthausen
La visita dura al massimo 2 ore e ritengo sia una tappa obbligata, nonostante la salita al 15% per raggiungere il campo.
Stavamo guardando l’enorme prato con le numerose baracche dove venivano stipati i prigionieri quando si avvicinò a noi un signore olandese che ci chiese di scattargli una foto dove un tempo sorgeva la baracca in cui suo padre trovò la morte. Il sangue si gelò nelle nostre vene.
L’oscurità, le atrocità e i brutti ricordi vengono cancellati entrando nella valle del Wachau. 30 chilometri di patrimonio unesco, con piccoli borghi caratteristici e una natura rigogliosa fatta di alberi da frutto e vigneti.
Forse la grandissima attesa di attraversare questa valle ha creato troppe aspettative che si sono in parte spente scoprendo che le colline sono simili alle bellissime colline dell’Oltrepò Pavese con un Danubio in meno, e i borghi non troppo diversi dagli altri incontrati precedentemente. L’esperienza del Wachau non è stata entusiasmante come credevamo, ma solamente bellissima.
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Danubio – Melk
Danubio
Pedalando per le vie strette di un paese nella valle del Wachau notammo dei tavolini fuori da alcune porte. Sopra vi erano dei cestini pieni di uva, un cartello con indicato il prezzo, una cassetta per i soldi e nessuno a controllare. Ci chiedemmo chi avrebbe acquistato dell’uva pagando di propria spontanea volontà quando avrebbe potuto comodamente coglierle dalla pianta a due passi. E così capimmo la grande onestà e civiltà di questo popolo.
L’entusiasmo mancato per la valle del Wachau però è solo rimandato al momento in cui le ruote della bicicletta calcano l’asfalto e le piste ciclabili di Vienna.
Che città fantastica! Piena di vita, di storia, di un’architettura pazzesca, di verde, di una rete ciclabile pari a quella automobilistica.
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Danubio – Vienna
Ci si può perdere nell’immensità del Prater. Ci si può camuffare tra le centinaia di turisti che varcano i cancelli di Schonbrunn, immaginando la vita sfarzosa di una volta. Si possono mangiare würstel prelibati e bere birra eccellente in locali arredati come decine e decine di anni fa. Si può trascorrere la serata vagando tra le decine di ragazzi lungo il canale interno del Danubio, sotto i ponti, tra murales e musica. Qualcuno chiacchiera, qualcuno passeggia. Gli innamorati si baciano e gli ubriaconi si ribaltano dalle scale. Qualcuno si fa di acido. E qualcuno passa in bicicletta.
Una scelta tra sei gusti. Due palline a 2,50€. Questo è quello che offriva un gelataio veneto di Belluno in bella mostra col suo carrettino in mezzo a una via pedonale del centro. Vedendolo felice e realizzato iniziai a farmi due domande sulla mia condizione lavorativa.
Si può pedalare per Vienna in lungo e in largo, assaporando ogni cosa con tutti i sensi, senza mai essere sazi, e avendo sempre la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato.
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Danubio – Vienna
Danubio – Vienna
Danubio – Vienna (Schonbrunn)
Comprammo dei polli arrosto da un camioncino nella piazza di un paesino dell’Austria vicino al confine. Mangiamo brutalmente con le mani seduti nel centro della piazza, con un appetito che mai il negoziante aveva visto. La cosa lo esaltò.
Danubio
Bratislava dista meno di 80 chilometri da Vienna. Una mezza giornata di pedalata.
La capitale della Slovacchia ha un carattere particolare. Da un lato del Danubio sembra un enorme e sconfinato quartiere dormitorio, con palazzi colorati tutti uguali e centinaia di pale eoliche a fare da sfondo.
Dall’altra parte il cuore antico della città, col suo castello bianco scintillante a fare la guardia, in contrapposizione con le numerose case lasciate a loro stesse nel centro città, che si mischiano con quelle tenute in modo impeccabile in un equilibrio quasi perfetto tanto da non far capire se la città si può definire moderna e benestante oppure decadente.
Emanuele fu accerchiato da due tipi strani. Gli chiesero se aveva delle sigarette. Uno di loro era vestito con le All Star consunte ai piedi, un paio di pantaloni a 3/4 e una giacca di pelle logora indossata sul torso nudo, dalla quale spuntava un coltello appeso alla cintura. La mani erano sporche di nero. L’odore che emanava era atroce. I denti malmessi. Quando Emanuele gli consegnò una sigaretta appena fatta, il tizio si esibì in un sorriso luminosissimo e lo abbracciò come se fosse stato il suo salvatore.
I colori riempiono le vie, che siano i muri, le porte, o le luci calde che la sera illuminano le strade ciottolate. Il folklore del posto è esaltato da una festa musicale di canti tipici nella piazza principale e da un mercatino di cibo e artigianato locale. Ma anche dalla innumerevole quantità di senzatetto ed emarginati che vagano per la città in preda alle droghe o all’ubriachezza, con vestiti stracciati e una bottiglia alcolica alla mano.
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Danubio – Bratislava
Danubio – Bratislava
Comprai alla fiera un campanellino artigianale da attaccare alla bici. Da quel momento la bici incominciò a protestare, cadendo da ferma e sguarando un copertone imperforabile. Decisi di benedire il campanello con della birra locale per allontanare la sfiga.
Danubio – Bratislava
Danubio – Bratislava
L’ultima notte faceva freddo; indossammo tutto quello che avevamo e ci avviammo verso la stazione degli autobus. Emanuele prese il cibo che ci rimaneva e lo lasciò a un senzatetto che vagava nei dintorni, poi salimmo sull’autobus di uno strano tipo che ci accolse dicendo “Flixbus Kaput!”. Indossava un buffo cappello e mentre guidava teneva il tempo della musica con la mano destra facendo movimenti degni di un direttore d’orchestra.


Itinerario

Il percorso è veramente facile ed adatto a tutti, dai bambini agli anziani. Non presenta alcuna difficoltà tecnica e la ciclabile è quasi sempre isolata dal traffico, se non per pochissimi e brevissimi tratti dove è divisa dalla strada solamente da una striscia bianca. Basta solo pianificare le tappe in relazione alla propria forma fisica e in base al tempo che si vuole dedicare alla visita di paesi, città e attrazioni.

Io ed Emanuele abbiamo impiegato 7 giorni per pedalare da Passau a Bratislava (circa 360 km fino a Vienna e poi 80 km fino a Bratislava), prendendoci il tempo necessario a visitare entrambe le capitali per 1 giorno e mezzo ciascuna.

Abbiamo affrontato la pedalata tra fine Agosto e inizio Settembre, trovando pioggia, sole, caldo afoso e freddo allucinante. Occorre prestare molta attenzione al vestiario, selezionando accuratamente pochi capi ma adatti a qualunque occasione.

Il pernottamento può essere fatto all’aria aperta nei vari campeggi che si incontrano lungo la strada, oppure affidandosi alle stanze in affitto o ai B&B. Si può trovare semplicemente una stanza usando booking oppure tentare la sorte cercando al momento le guest-house nelle principali città.

I mezzi per raggiungere la ciclabile sono numerosi. Il punto di partenza convenzionale è Passau, e la via più battuta è quella che porta a Vienna, anche se la pista prosegue agevole fino a Bratislava e poi fino a Budapest secondo le informazioni raccolte. Ed anche il tratto dalla sorgente a Passau deve essere altrettanto bello.

Si può fare riferimento a servizi di noleggio bici, oppure si può fare affidamento ai treni o agli autobus (per esempio flixbus) per ritornare al punto di partenza.

Questo sito offre un servizio di noleggio bici a Vienna, da cui si può raggiungere Passau in treno e poi pedalare fino a Vienna.

Questo negozio offre noleggio bici a Passau.


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