Portapacchi o bikepacking: come scegliere

Viaggiare in bici: qualche considerazione sull’utilizzo del classico portapacchi per bici con borse laterali e del bikepacking. Descrizione dei due sistemi, pro e contro, come scegliere e quando usarli.

Credo che tutti conoscano il banale e comune portapacchi per bici. È quel pezzo di ferraccio attaccato al telaio nella parte posteriore della bici, dove di solito si agganciano due borse laterali molto capienti. È il metodo più diffuso per viaggiare in bici.

Fino a poco tempo fa non l’avevo mai usato, preferendo il più moderno metodo del bikepacking, che consiste nell’agganciare varie borse morbide qua e là sulla bici. Di solito si posizionano nel triangolo del telaio, sotto la sella e al manubrio. La caratteristica di queste borse è che si attaccano con fascette o fettucce alla bici senza bisogno di alcun supporto rigido.

Ora che ho provato entrambi posso dire la mia opinione su quali siano i pro e i contro dei due metodi e quale sia meglio scegliere nelle varie occasioni.

PORTAPACCHI

Pro : prezzo, volume generoso, borse generalmente impermeabili.
Contro : peso, bici sbilanciata e instabile, non aerodinamico.

Ci sono vari modelli di portapacchi e vari modelli di borse. Il primo passo da fare è capire quali portapacchi siano compatibili con la bici, misurando la distanza dei buchi per il fissaggio sulla bici e confrontandoli con le specifiche del portapacchi. Bisogna anche prestare attenzione al diametro della ruota. Esistono vari modelli di portapacchi disegnati in base al peso che possono reggere e alle diverse dimensioni. Sono inoltre disponibili modelli che si possono attaccare alla bici anche se questa non è predisposta con i fori appositi, sacrificando però robustezza e stabilità.

Il secondo passo è la scelta delle borse, che generalmente sono compatibili con ogni portapacchi. I parametri da tenere in considerazione in questo caso sono il volume che ci serve e l’impermeabilità o meno del materiale.

Con una spesa di circa 200 € si può comprare un buon portapacchi e delle ottime borse impermeabili che ci consentiranno di trasportare tutto ciò che vogliamo. Io ad esempio, utilizzo un portapacchi Tubus con delle borse Ortlieb. Lo svantaggio è che avremo una bici sbilanciata verso il posteriore, da guidare con molta attenzione. Bisogna considerare che questo sistema appesantisce la bici di circa 2-2,5 kg, più tutte le cose che vorremo portarci dietro facendoci ingolosire dall’ampio spazio disponibile.

BIKEPACKING

Pro : leggerezza, stabilità della bici, possibilità di sterrati tecnici.
Contro : volume limitato, prezzo.

Il bikepacking è un modo di viaggiare che si è diffuso nei primi anni 2000, anche se di fatto esiste da sempre. Esistono diverse borse da attaccare alla bici, che nella maggior parte dei casi risultano più aerodinamiche e di gran lunga più leggere di un portapacchi. Bisogna essere abbastanza abili nel selezionare le poche cose che ci serviranno durante il viaggio e nel comprimerle in sacchetti impermeabili da stipare all’interno dei vari comparti.

Con circa 300-350 € si può acquistare un set di borse. I produttori ormai sono tantissimi: Miss Grape , Revelate Designs , Alpkit, Apidura, o tanti altri. Saremo in grado di trasportare anche un sacco a pelo e un materassino (in piena filosofia bikepacking). Le borse morbide garantiscono affidabilità anche sugli sterrati più tecnici (da evitare con un portapacchi, per non incorrere noiose rotture).

Il criterio per la scelta del set ideale dipende dal volume totale che vogliamo avere a disposizione e dal tipo di materiale. Il posizionamento delle borse e la nostra sapiente distribuzione dei pesi ci consentiranno di mantenere un assetto perfettamente bilanciato che consenta di guidare al meglio la bici.

COSA SCEGLIERE

Il portapacchi con borse laterali è il sistema per eccellenza del cicloturista e di gran lunga quello più usato. Consente di portarsi appresso anche i vestiti da sera e magari un phon. È consigliabile per viaggi e vacanze dove si predilige la comodità di portare con sè molte cose, siano vestiti, attrezzatura foto e video o altro. Bisogna tenere conto che se si viaggia su sterrati con molte buche, sassi o radici, dove la bici sobbalza molto, si rischia di incorrere in una rottura che potrebbe essere di difficile riparazione.

In certi casi il portapacchi è indispensabile per chi affronta viaggi in ambienti estremi, dove l’attrezzatura tecnica non starà mai nelle piccole borse da bikepacking.

Il bikepacking invece è anche una filosofia di viaggio che prevede una totale autonomia, con bivacchi all’aria aperta e tanti percorsi in mezzo alla natura, soprattutto sterrati. È l’ideale per chi vuole viaggiare veloce, portando con sè solamente l’indispensabile, senza alcuna limitazione sulla strada da prendere, asfaltata o sterrata e piena di sassi e radici.

In molti casi il bikepacking può essere usato da chi affronta vacanze di breve o lunga durata, perché fa riscoprire il piacere e la semplicità di avere con se lo stretto indispensabile ma poter affrontare giorni e giorni in totale autonomia, sfruttando quello che offre il territorio.

Anche per le uscite in giornata, una piccola borsa da bikepacking risulta molto comoda per portare con sè una giacca da pioggia, un cambio di maglietta, il pranzo e la macchina fotografica, senza avere scomodi zaini sulle spalle.

CONCLUSIONI

Perché ho scelto il bikepacking

Prima di scegliere quale dei due sistemi usare, occorre farsi qualche domanda:

Quante cose voglio portare con me durante il viaggio in bici? Sarò capace di rinunciare al superfluo e portare solo l’indispensabile?

Quanta strada voglio percorrere ogni giorno e su che fondo?

Sono pronto a spendere qualche soldo in più per viaggiare in bici leggero e non avere limitazioni?

Bisogna ricordare che le borse da bikepacking costano più di un portapacchi e relative borse e ci permettono di trasportare meno cose. Se nello stesso spazio abbiamo la necessità di portare oggetti aggiuntivi dobbiamo essere pronti a spendere altri soldi in equipaggiamento tecnico più leggero e piccolo (sacco a pelo, materassino, maglie tecniche, ecc…). Quello che però spendiamo in più, sarà ampiamente ripagato dalla libertà di poter guidare una bici molto più leggera, aerodinamica e maneggevole, che non ci impone limitazioni sulle strade da percorrere, e che ci consente di tenere un’andatura più veloce. Con un po’ di soldi a disposizione si può acquistare un equipaggiamento che ci permetta di viaggiare per settimane e settimane, con la possibilità di dormire e cucinare all’aperto.

Viaggiare in bici con il sistema bikepacking può fare riscoprire il piacere e la libertà di viaggiare con l’essenziale. Pazienza se qualche volta il nostro odore infastidirà i vicini di tavolo al ristorante. La bellezza della filosofia di viaggiare in assetto bikepacking ci farà superare ogni ostacolo che le convenzioni sociali ci impongono. Mal che vada ci sono sempre le lavanderie a gettoni.

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