Viaggio in Istria: in bici lungo la costa

Viaggio in Istria in bicicletta lungo la costa. Un luogo dove si possono trovare piccoli borghi, splendidi percorsi in mezzo alla natura e spiagge isolate anche in pieno Agosto.


Bastano pochi giorni e due biciclette per poter fare un viaggio in Istria, e scoprire luoghi bellissimi, senza fretta, godendosi la natura e la città.
Non serve un allenamento specifico o una bici all’avanguardia, e non serve fare centinaia di chilometri al giorno. Basta fare un semplice piano di viaggio, studiare il percorso migliore per stare lontano dalle strade trafficate, e la voglia di pedalare qualche chilometro al giorno, magari sotto il sole cocente. Un costume, una maglietta di ricambio e una macchina fotografica nella borsa e si può partire.
È proprio quello che abbiamo fatto io e Luana nei cinque giorni di vacanza che abbiamo passato in Istria.

Diario di viaggio
Descrizione del percorso
Tracce gpx
Video
Galleria fotografica

Viaggio in Istria: racconto

Viaggio in Istria – Giorno 1
12 Agosto 2017  –  da Trieste a Umago
Le bici vengono assemblate alla periferia di Trieste, dove lasciamo l’auto e iniziamo a pedalare.
La mattinata è già inoltrata e il cielo grigio. Non passano neanche 1000 metri che già la strada si impenna e ci porta nei boschi sovrastanti il golfo di trieste. Attraversiamo un piccolo paesino dove carichiamo le borracce di acqua non potabile (stando al cartello), ma siamo rassicuranti da un abitante locale che dichiara che questa è la migliore acqua della zona, e se ne va con casse piene di acqua.
Ci dirigiamo verso Muggia, per raggiungere la ciclabile che corre al posto della vecchia ferrovia della Parenzana. Siamo costretti a cambiare la traccia programmata un paio di volte perché le strade segnate come percorsi per biciclette sono in realtà state conquistate da rovi molto aggressivi. Devo accelerare il passo per evitare gli insulti di Luana che più volte ci rimane intrappolata dentro. Devo accelerare ancora quando il sentiero “facile” è in realtà fatto unicamente di fango e rocce scivolosissime.
In compenso le nuvole scompaiono, lasciando il posto al sole che ci accompagnerà sempre per tutto il viaggio e per fortuna la Parenzana è vicina e ci catapulta quasi subito in Slovenia. Facciamo un po’ di saliscendi sulla ciclabile asfaltata e siamo in poco tempo a Koper (Capodistria).
Ci fermiamo a mangiare in ristorante lungo la strada. Zuppa di funghi e calamari alla piastra annaffiati da birra chiara ci daranno le energie per pedalare il resto del giorno.
Aggiriamo Capodistria e poco dopo siamo proiettati sul lungomare. La ciclabile si snoda seguendo la linea del mare che si infrange contro grossi massi disposti come barriera protettiva.
Pedaliamo a lungo al sole e all’aria del mare fino a Izola (Isola), dove la ciclabile entra nell’entroterra e prende un po’ di quota, passando tra boschi, vigneti e uliveti.
Tra una galleria e l’altra e soste per rifiatare sulle panchine, raggiungiamo Portoroz (Portorose) di nuovo sul mare. Iniziamo ad aggirare una grossa baia dove sono ancorate piccole barchette, alcune nuove di zecca e alcune in legno ormai in disuso, che mi danno l’idea di una vecchia baia usata dai pirati come riparo.
Piano piano il mare diventa paludoso e lascia spazio a un parco. Lo attraversiamo controvento vedendo in lontananza la lunga fila di auto in coda per attraversare il confine con la Croazia. La ciclabile ci immette direttamente all’inizio della fila e agilmente passiamo davanti alle auto per il controllo documenti.
Siamo in Croazia.
Una poderale sterrata risale la collina sul lato opposto della baia che abbiamo aggirato. Saliamo in cima e ammiriamo il panorama della salina sotto di noi. Poi abbandoniamo la Parenzana e iniziamo la discesa sul versante opposto verso la prima meta di questo viaggio, Umag (Umago), dopo 62 km e 600m di dislivello percorsi in 8 ore (pause comprese).
Ci dirigiamo subito alla nostra dimora, prenotata su Air BnB e siamo accolti da Jani che ci offre un po’ di succo e qualche biscotto e poi ci accompagna alla spiaggia.
La “spiaggia” non è una spiaggia. È una colata di cemento sugli scogli che al primo impatto risulta fuori luogo ma è in realtà molto pratica e pulita. Ci sono numerose scalette tramite le quali si può scendere in acqua.
Il fondo del mare invece è del tutto naturale, con sassi e scogli aguzzi che rendono alquanto difficoltoso fare il bagno. In effetti ci stavamo chiedendo come mai tutti indossassero delle buffe scarpette da mare.
Il tramonto colora tutto di giallo e arancione e il clima è perfetto, caldo e ventilato.
Io mi godo il bagno nonostante bisogna passare le pene dell’inferno per raggiungere l’acqua alta.
Luana si gode il sole invece, non avendo alcuna intenzione di affrontare gli scogli malefici.
Alla sera andiamo nel ristorante consigliatoci da Jani e mangiamo i piatti tipici del luogo, i Cevapcici. Sono delle salsiccette di carne trita di manzo e agnello, insaporiti con spezie dei Balcani. Hanno un gusto buonissimo e saremo costretti a ordinarne a tonnellate durante tutto il viaggio.
Dopocena esploriamo la città, camminando più o meno a caso. La fresca brezza serale ci costringe a indossare addirittura la felpa. La zona del porto è animata da un concerto Jazz e i turisti passeggiano in branchi. Spostandoci nelle vie laterali troviamo angoli tranquilli, dove camminare senza fretta.
Viaggio in Istria – Giorno 2
13 Agosto 2017  –  da Umago a Parenzo
Il secondo giorno facciamo colazione con Jani, che ci racconta delle sue avventure di speleologo nelle grotte e ci svela la presenza di un fantomatico uomo-pesce, una creatura che vive solo qui.
Ripartiamo tra il dubbio di aver capito male e la voglia di vederlo quando visiteremo le grotte.
Durante la mattinata pedaliamo su una pista ciclabile che costeggia il mare e talvolta su stradine secondarie. La costa è sempre frastagliata e le spiagge sono fatte di sassi. La sabbia non esiste.
Il bello è che la gente è talmente dispersa che in ogni posto è possibile trovare un angolino dove stendersi e fare il bagno in totale tranquillità.
È durante il bagno mattutino che troviamo conferma che ci manca un pezzo fondamentale dell’equipaggiamento. Per poter fare il bagno bisogna superare i primi venti metri di acqua bassa camminando su scogli aguzzi a piedi nudi. È una tortura.
Anche se non si fa il bagno bisogna adottare qualche stratagemma per stare comodi, come le “scarpe da gomito”.
All’ora di pranzo raggiungiamo la città di Novigrad, dove ci fermiamo a mangiare. È un piccolo paesino di pescatori e gironzolando qua e la troviamo che sia molto luminoso, con case di colore per lo più bianco che risaltano contro l’azzurro intenso del mare. Anche le mura che circondano la città sono affascinanti, con porte e finestre che danno sul mare. Ci spiace un sacco ripartire.
Nel pomeriggio, dopo una prima parte su strada asfaltata ci infiliamo su una poderale che passa attraversa i boschi vicino alla costa. Fa un caldo terribile e al primo paesino che incontriamo, Cervar-Porat, ci fermiamo all’ombra a riposare.
Normalmente in Istria si parla italiano, ma qui sembra che nessuno lo conosca. Tantomeno l’inglese. Nonostante questo Luana riesce a portare a termine due missioni importantissime: acquistiamo dell’acqua e acquistiamo le “scarpe da scoglio” dopo aver provato ogni numero presente alla bancarella.
Io intanto ammiro i pescatori che escono dal porto con le loro barchette, fantasticando un po’ di essere al loro posto.
Ancora un paio d’ore di pedalata e siamo a Porec (Parenzo), dopo 42 km e 300 m di dislivello, che abbiamo percorso in 7 ore (pause incluse). Attraversiamo un bel parco alberato che da direttamente sul mare e andiamo a depositare bici e bagagli al nostro B&B, prima di ritornare a piedi al mare.
Ci mettiamo comodi sui moli costruiti a ripetizione sulla scogliera, apprezzandone la praticità e la comodità. Approfittiamo di alcune sdraio per rilassarci e poi affrontiamo il mare.
Con le nostre nuove “scarpe da scoglio” fare il bagno è un piacere. Vedendo il mio benessere in acqua, anche Luana fa il primo bagno della vacanza, gasata per le sue nuove fiammanti scarpette. Forse troppo gasata…. Si arrampica su uno scoglio a pelo d’acqua e stagliandosi contro il cielo grida “sono il dio del mare!!!” ma prontamente scivola in acqua, riportando qualche piccolo graffio a una gamba. Niente di che, ma quando raggiungiamo il centro del paese io sto ancora ridendo.
Parenzo è simile ad Umago, solo che più grosso e con più turisti. Per camminare nelle vie principali bisogna incolonnarsi nel fiume di gente, ma come sempre la strategia di camminare a caso nelle vie laterali ci fa trovare angoli bellissimi, dove le strade di ciottoli e le case di pietra illuminate da luce calda conferiscono un’atmosfera particolare.
Per cena siamo seduti nel cortile interno di un ristorante, e proviamo un altro piatto locale, la Pleskavitza. È praticamente la stessa ricetta dei Cevapcici solo che fatta a forma di svizzera. Ci viene anche offerto un liquore tipico, ma non riesco più a ricordare come si chiamasse. Credo fosse a base di Pera.
Viaggio in Istria – Giorno 3
14 Agosto 2017  –  da Parenzo a Vrsar
Prima di pedalare ci viziamo con una buonissima colazione fai da te in terrazza, con brioches fresche e del pesce per me ovviamente. Poi ripartiamo nella direzione da cui siamo venuti, seguendo la Parenzana verso l’entroterra. Questa regione è piena di grotte e molte sono visitasbili. Noi ci dirigiamo verso le grotte Baredine. Nonostante ci mettiamo 9 minuti ad attraversare una strada che taglia la ciclabile, arriviamo alle grotte su strade di terra rossa caratteristiche dell’Istria, passando in mezzo a innumerevoli e varie piantagioni di frutta.
Leghiamo saldamente le bici e dopo una piccola attesa seguiamo la guida nelle viscere della terra. La temperatura di 14°C è costante tutto l’anno. La profondità massima è di 132 metri. Scalini di pietra o di ferro scendono ripidi tra stalattiti e stalagmiti sapientemente illuminate. È la nostra prima visita a una grotta e io ne rimango affascinato. Raggiungiamo il punto visitabile più profondo a circa 60 metri di profondità. C’è un lago sovrastato da stalattiti, e li a fianco c’è una vasca di acqua scavata nella pietra…
Dentro sta la creatura. L’uomo-Pesce! Il Proteo.
La leggendaria creatura è sostanzialmente una piccola lucertola bianca, ma con alcune caratteristiche che la rendono degna di nota. Vive solo nelle grotte dell’Istria. Non ha gli occhi, o meglio, li ha ma sono completamente ricoperti dalla pelle quindi sono inutilizzabili. Ha un metabolismo lentissimo, tant’è che può permettersi di non mangiare anche per 10-12 anni!
Salutiamo il nostro amico proteo e torniamo in superficie, dove il caldo ci colpisce come una mazzata. Per fortuna c’è un po’ di arietta e gli alberi da frutta che ci aiutano.
Seguiamo la strada del mattino a ritroso e una volta tornati a Parenzo riprendiamo la via della costa. Passiamo alternativamente in boschetti isolati e in villaggi turistici o campeggi brulicanti di gente. Questi posti hanno tutto, sono costruiti direttamente sul mare ma hanno le piscine e forse persino dei cinema, poiché sembrano delle città in miniatura. Tutta la gente è concentrata qui e appena si esce si ritrova una Croazia naturale e tranquilla.
Approfittiamo di alcune amache per riposarci qualche secondo, ma la comodità e il benessere trasformano quel secondo di relax in un’ora di sonora ronfata.
Percorriamo gli ultimi chilometri sempre su ciclabile passando per Funtana, dove non manca una sosta all’ombra e poi raggiungendo Vrsar, meta della giornata, 6 ore dopo la partenza. Oggi abbiamo percorso 30 km e 200 m di dislivello.
Sulla ripida rampa finale Luana scopre che Vrsar non è la solita città di mare. È arroccata su una collina da cui si domina il mare. Quando glielo rivelo dalla sua bocca esce un “Coooosaaa???” che significa molto.
Ci insediamo nell’ultimo alloggio libero, prenotato appena pochi giorni fa. È una bellissima mansarda, arredata in modo impeccabile e con una finestra da cui possiamo sorvegliare la baia. Ci innamoriamo di questo posto.
Scendiamo al mare a piedi, ci vuole circa un quarto d’ora, e troviamo un angolino tutto per noi ovviamente su sassi e scogli. La gente sta già scappando a mangiare ma noi vogliamo goderci un bel bagno e restiamo a riposare finché l’ultimo raggio di sole viene mangiato dal mare.
Ora si che possiamo incamminarci anche noi per la cena. Tralasciamo i ristoranti con un aspetto troppo turistico e optiamo per una trattoria che non da troppo peso al suo aspetto esteriore. La scelta si rivela azzeccata e mangiamo benissimo. Cominciamo con un antipasto Istriano (praticamente un tagliere di salumi e formaggi) per poi proseguire con una pasta Istriana (pasta all’uovo servita con un ragù di carne) e concludiamo con pesce (calamari ripieni per me) e carne (una bella bistecca per Luana).
La passeggiata serale è d’obbligo e vaghiamo per i vicoli di Vrsar. Probabilmente i turisti (tranne noi) sono tutti giù, a livello del mare, o da qualche altra parte, perché le vie sono quasi deserte e piccoli gruppetti di anziani sono seduti sulle sedie fuori dalle porte a parlare spensierati. E noi altrettanto spensierati passeggiamo per stradine tranquille di questo borgo senza negozi di souvenir.
Viaggio in Istria – Giorno 4
15 Agosto 2017  –  da Vrsar a Rovigno
Oggi la meta è Rovigno, a pochi chilometri da noi in linea d’aria, ma per raggiungerla dobbiamo aggirare il canale di Lemme, una specie di fiordo che si slancia nell’entroterra per una decina di chilometri.
Prima di partire occorre fare un bagno e quindi caricarsi di energie con un’abbondante colazione. Importantissimo non tralasciare anche l’idratazione.
Uscendo da Vrsar entriamo subito in una strada forestale che segue il canale dall’alto. Io mi soffermo a fare foto e Luana pedala veloce, così manchiamo la deviazione prevista per scendere al mare. Ne improvvisiamo una più avanti, del tutto a caso, seguendo un sentiero ripidissimo e scivoloso. Arriviamo in una spiaggetta isolata, tutta per noi. È il nostro inaspettato paradiso e ce lo godiamo per qualche ora.
Purtroppo il sentiero ripido in salita alle 2 di pomeriggio non è proprio una passeggiata e un bar/ristorante in mezzo alla foresta è come un miraggio.
Una volta aggirato il fiordo dobbiamo risalire dalla parte opposta su strada molto trafficata. Per fortuna bastano pochi chilometri e poi possiamo svoltare a destra di nuovo su strade di campagna sterrate.
Passiamo in mezzo a uliveti, campi e boschetti, su strade rossicce bellissime. Di tanto in tanto attraversiamo qualche insediamento di case, rigorosamente rustiche. Nonostante il caldo, attraversare le campagne lontano dal mare è piacevolissimo, e le strade che ci riportano sulla costa sono tutte in discesa.
Rientriamo su strada proprio negli ultimi chilometri della tappa, e facciamo il nostro ingresso trionfale a Rovigno dopo 37 km e 400 m di dislivello percorsi tranquillamente in 7 ore (pause sempre incluse).
Incontriamo i padroni della casa in cui alloggeremo (lui croato e lei bosniaca) che ci introducono nella villa abbastanza fatiscente all’esterno ma ristrutturata e pulita dentro.
Visitiamo la città prima di cena. È il paese più grande che vediamo in questo viaggio. Il porto è pittoresco, pieno di barche e con la città vecchia arroccata su una collinetta a fare da sfondo. Il fiume di gente che invade la città è impressionante e ci incolonniamo anche noi per raggiungere la sommità, dove si trova la chiesa. La vista sul mare è bellissima ma la quantità di gente presente ci spinge a lasciare presto le vie principali ed addentrarci nelle piccole vie laterali su e giu per le scalinate, seguendo stradine acciottolale tra case in pietra. Nonostante sia una città prettamente turistica non è difficile trovare luoghi tranquilli da cui ammirare spettacolari scorci sul mare.
La difficoltà più grande è sicuramente trovare un ristorante per la cena. Sono tutti pieni, e gli unici liberi sono ampiamente al di fuori del nostro budget. Aspettiamo quindi le 10 di sera, quando troviamo posto in un locale in stile marinaro che ci serve una porzione abbondantissima di Cevapcici.
Prima di riposare, contempliamo il mare dalla bellissima scogliera sotto la città vecchia.
Viaggio in Istria – Giorno 5
16 Agosto 2017  –  da Rovigno a Rovigno
Oggi è l’ultimo giorno prima del rientro. Non è prevista nessuna tappa, ma solo una lenta pedalata alla ricerca di un posto dove non fare nulla se non un bel bagno.
Dopo una colazione fai da te in casa, pedaliamo pochi chilometri su una magnifica strada di ghiaia che corre in mezzo agli alberi in riva al mare, e scorgiamo numerosi posti che ci attirano.
Non aspettiamo molto prima di fermarci e immergerci nelle acque cristalline piene di pesci.
Nel pomeriggio riprendiamo la stradina che dopo un po’ diventa sentiero, e poi ancora strada, ma rimane sempre esclusivamente ciclabile e pedonale e rigorosamente immersa negli alberi a pochi metri dal mare. Non passa alcuna strada nelle vicinanze e sembra di essere isolati, non fosse per la quantità di gente che calca questo percorso.
Dopo aver attraversato un pittoresco centro estivo ormai abbandonato da tempo, un altro piccolo angolo tra gli scogli ci delizia e siamo obbligati a fermarci a fare un bagno prima di rientrare in paese.
È da tutto il giorno che sognavamo la coppa gigante di gelato che ci mangiamo al porto. E poi ci incamminiamo a caso per la città evitando le rotte turistiche. Scopriamo un’altra faccia della città, più vera e meno affollata, ma che è altrettanto affascinante.
Passeggiamo per i vicoli dove la gente stende i panni per strada, ci perdiamo in un cortile, vaghiamo per il mercato, ammiriamo la città vecchia sospesa sul mare e infine ci concediamo una pizza.
Dopocena ci soffermiamo un po’ più a lungo del solito ad ammirare il mare, che ci attrae e ci coccola con il suono ritmico delle onde che si infrangono sugli scogli.
Speriamo e preghiamo che l’indomani il traghetto per l’Italia non si presenti al molo.
Viaggio in Istria – Giorno 6
17 Agosto 2017  –  Rientro
Ci concediamo un’ultima colazione sul mare, con brioche fresche e caffè acquistati in panetteria. Un gabbiano ci osserva invidioso. Noi osserviamo il mare.
Al molo, il battello è puntuale e con un pizzico di tristezza carichiamo le bici. Durante il ritorno a Trieste scorgiamo dal finestrino tutti i luoghi in cui siamo passati.
L’Istria è varia e accogliente. Ci ha affascinato con la dolcezza del suo clima mediterraneo e la terra piena di frutti, e la durezza della sua costa costa frastagliata fatta di solo scogli. I turisti sono per lo più relegati nei villaggi o nelle città ed è stato possibile trovare i nostri spazi in mezzo alla natura; Le città offrono tutti gli svaghi della vita mondana, ma al tempo stesso è possibile perdersi sulle tracce meno battute dove sembra che il tempo scorra più lentamente. Le strade acciottolate, le case in pietra e i panni stesi fuori fanno immaginare un paesino dove ancora gli anziani si siedono fuori dalle porte di casa a chiacchierare o riposare. Ma non credo che questa sia solo immaginazione.

Viaggio in Istria: percorso



Viaggio in Istria: tracce gpx

Clicca per scaricare le tracce gpx: Corazia tracce gpx


Viaggio in Istria: video


Viaggio in Istria: galleria fotografica

« 2 di 3 »

 

Condividi pagina:
Share on Facebook
Facebook
Email this to someone
email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *